Maps! Descriptors and maps in music composition, sound design and art

Da SaMPL.
Carmine Emanuele Cella
Antonio Rodà

Nella sfera musicale le tecniche di analisi della similarità e di indicizzazione sono divenute un fenomeno pervasivo. I documenti sonori si caratterizzano per mezzo di un insieme finito di descrittori e si collocano in appropriati contenitori. Questa furia catalogatrice non ha molto a che vedere con il desiderio di fare ordine nell'universo dei testimoni musicali né fa seguito alle esigenze della musicologia o della programmazione culturale: cerca principalmente di soddisfare bisogni correnti, siano essi individuali o collettivi, correlati alla "liquidità" che contraddistingue la musica oggi. Ne è dimostrazione l'ambito principale di applicazione delle tecniche di analisi e indicizzazione dell'audio, con poche significative eccezioni, commerciale e industriale.

Nella produzione contemporanea di musica d'arte le tecniche trovano utilizzo in contesti legati alla ricerca sull'informatica musicale e al sound and music computing, raggruppando una nicchia di autori di installazioni, musica elettroacustica, mista e strumentale che vi basano la propria poetica specie per la combinazione di elementi sonori ravvicinati o simultanei (il caso, ad esempio, dell'orchestrazione assistita all'elaboratore e dei procedimenti di sintesi sonora concatenativa).

Le tecniche di analisi della similarità, l'indicizzazione a partire dalle qualità psicopercettive dell'audio musicale e la realizzazione di mappe per mezzo di procedure di statistica multivariata, costituiscono nell'ottica della SaMPL School una risorsa robusta e un'opportunità, al fine di sviluppare un precipuo pensiero formale, di riformulare la strategia di produzione dell'artefatto artistico (e rivedere le proprie attitudini), di prendere posizione nei confronti della situazione attuale.

SaMPL bandisce quindi la partecipazione alle attività laboratoriali per la realizzazione di composizioni musicali elettroacustiche e miste, di progettazione sonora per il video e opere d'arte visiva, e altri artefatti. I progetti accettati saranno portati avanti adottando il più possibile un approccio di ricerca. Scopo finale del workshop è la creazione dell'evento dove riassumere e presentare i risultati, per sottoporli a un più ampio circuito di promotori culturali.

Dettagli

Sito del workshop sul sistema Open Conference della Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio "C. Pollini"
Sito del progetto sul repository della Scuola di Musica Elettronica

Date importanti

2 febbraio 2015, chiamata ai progetti
2 marzo 2015, submission deadline (nuova deadline)
8 marzo 2015, notifica accettazione candidature
23 marzo 2015, tutorial musicale + briefing sui progetti
24 marzo 2015, tutorial scientifico + briefing sui progetti
8-9-10 giugno 2015, workshop di messa a punto/sviluppo dei progetti + lectures
10 ottobre 2015, show-off artistico (Living Lab Music 6)

Personale

Carmine Emanuele Cella, IRCAM/Conservatorio di Pesaro [tutorial,lecture,workshop,review]
Antonio Rodà, Università di Padova, Dipartimento di Ingegneria dell'Informazione/Centro di Sonologia Computazionale [tutorial,lecture,workshop,review]
Giorgio Klauer, Conservatorio di Padova, Sound and Music Processing Lab [coordinamento,review]
Andrea Vigani, Conservatorio di Padova, Sound and Music Processing Lab [coordinamento,review]

Patrocinio

AIMI-Associazione di Informatica Musicale Italiana

Progetti e partecipanti

RD-08
Giuliano Anzani & Emanuele Bardin (Conservatorio di Como)

Il materiale audio proveniente da 8 radio FM viene analizzato mediante descrittori di medio-basso livello per essere selezionato e riarrangiato in una nuova struttura musicale basata sulle relazioni che andranno via via generandosi tra i singoli elementi.
Un ruolo fondamentale nel metodo di funzionamento dell'installazione è occupato da un microcontrollore destinato all'automazione del sistema di tuning e alla regolazione dell'ampiezza del segnale in uscita.

sound_figures
Sergio Longhitano (Conservatorio di Como)

sound_figures è uno studio sulle possibilità di rappresentazione del suono tramite forme geometriche. L'obiettivo non è quello di arrivare a rappresentare fedelmente e graficamente gli eventi sonori, ma piuttosto di collegare il discorso musicale e le caratteristiche fisiche e percettive del suono a trasformazioni geometriche. Lo studio è reso più interessante dal fatto che i musicisti interpretno una partitura non convenzionale e la loro interpretazione aggiorna la partitura stessa in un circolo potenzialmente infinito e ricco di variabili.

°?°
Sebastiano Aleo

Il progetto prevede come obiettivo la realizzazione di una composizione elettroacustica. La prassi esecutiva è stata pensata in forma di improvvisazione, su campionamenti audio di strumenti a percussione e suoni concreti di movimentazione di materiali di rifiuto. La premessa alla base del processo creativo è di tipo intuitivo, l’organizzazione degli elementi atta a creare un’articolazione formale nel tempo e contestualmente nello spazio immaginativo. Il procedimento speculativo è volto alla formalizzazione di un oggetto (la composizione) a partire da concetti astratti, quali la determinazione e l’indeterminazione, in questo caso della forma musicale e del materiale sonoro. Lo studio mira ad approfondire l’analisi morfologica, individuando i centri d’attenzione su due livelli: uno relativo alla macro-struttura complessiva della distribuzione dei suoni nel tempo; l’altro concernente le singole entità sonore degli strumenti percussivi e delle entità sonore complesse dei suoni delle masse di materiali. A partire dagli elementi discreti di costruzione si cerca di stabilire delle strutture, delle sequenze di pattern ritmici, con metodi di composizione automatica. A questo proposito si intende sviluppare il funzionamento dello strumento di esecuzione, prendendo in prestito l’uso di tecniche legate all’analisi del suono, utili per classificare i suoni in base ai loro attributi e a confrontarli successivamente per verificarne possibili somiglianze e dissimilarità, rendendoli funzionali alla determinazione di criteri di ordinamento nel flusso temporale.

Sound Seed
Daniele Scarano

Sound Seed nasce con l'idea di sviluppare un software che partendo da un suono dato - il seme che dà il nome al progetto - generi nuovi suoni basandosi su algoritmi di rappresentazione di fenomeni naturali. Il legame tra il seme ed i suoni generati avviene attraverso un set di features estratte con le tecniche di Music Information Retrieval. Queste tecniche consentono di estrarre una enorme quantità di informazioni da un singolo suono: la varietà ed il valore semantico delle informazioni o features estraibili le rende, almeno in linea teorica, più interessanti dei semplici valori fisici. Legando più strettamente il contenuto sonoro del seme al processo di generazione si pensa di ottenere risultati musicali interessanti quanto gli esperimenti sugli automi cellulari per la modellazione della sintesi granulare (Eduardo R. Miranda, Olivine Trees, 2001). Il processo generativo nel caso di Sound Seed è basato sulla definizione di un automa cellulare le cui regole sono mappate sul set di features estratte dal seme, in cui sono contenute anche tutte le configurazioni possibili dell'automa cellulare stesso; lo sviluppo nel tempo di ciascuna di queste determina lo sviluppo nel tempo del suono prodotto dalla sintesi granulare. Ulteriori obbiettivi del progetto sono la presentazione di un brano creato col software Sound Seed e la presentazione delle conclusioni ricavate dall'osservazione del processo generativo e dal confronto del suono generato con il seme iniziale.

EEG
Francesco Roberto Dani

Lo scopo di questo progetto è di implementare gli algoritmi di feature extraction per realizzare una sonificazione dei segnali provenienti da un Elettroencefalogramma attraverso il pilotaggio di un algoritmo di sintesi granulare. In questo contesto l’estrazione di descrittori “musicali” da segnali “non musicali” quali possono essere quelli captati da sensori posti sulla testa di un individuo può essere un modo per riuscire ad interpretare questi ultimi. Le features devono funzionare in streaming, fornendo i dati in “real time” all’algoritmo di sintesi. Questo è rappresentato da un sistema di sintesi granulare che esegue texture di grani a seconda della variazione dei dati. Non ci deve essere una relazione diretta dato/suono, anzi si devono prestabilire delle tipologie di processi che vengono attivati quando si raggiungono date condizioni, e il loro sviluppo viene poi condizionato da nuovi dati che potranno inoltre portare a scaturire nuovi processi.

Et vous, que cherchez-vous? / Dimensioni / Recombination
Matteo Polato & Daniele Pozzi & Fabio Pozzi & Nicola Sanguin

L’idea progettuale è di creare oggetti/eventi sonori a partire da materiali strumentali pre-registrati, oggetti intesi come entità autonome, complete e coerenti, da mettere in relazione con altri di pari livello di complessità, creando una prima mappa di alto livello che offra delle possibilità di orientamento e di individuazione di percorsi tra gli elementi. Vengono poi costruite delle altre mappe, di più basso livello, che dispongano spazialmente questi frammenti secondo criteri specifici. Quello che si vuole ottenere è un insieme di mappe – un Atlante – utile all’orientamento volto alla costruzione della composizone sonora e musicale. Come nella creazione della mappa celeste viene meno la dimensione di profondità, così nella composizione sonora, il suono viene rappresentato topologicamente annullandone la durata. La resa musicale è un percorso all’interno della mappa che restituisce agli elementi sonori la dimensione temporale.