Living Lab Music 5 + di stanze

Da SaMPL.
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Living Lab Music 5. edizione è centrato sul tema del metodo nella creazione musicale e della cross-settorialità nella ricerca artistica. Living Lab Music n. 5 è anche una manifestazione "polifonica", perché presenta i contributi selezionati con peer review per la call piece+paper & papers del festival di_stanze e i report dei progetti SaMPL, incorniciati da due momenti performativo e installativo in cui sono inseriti alcuni degli output artistici oggetto dei contributi e un insieme di lavori realizzati dalla Scuola di musica elettronica del Conservatorio "C. Pollini" di Padova.

Ulteriori dettagli sono disponibili sul sito open conference di SaMPL.

Programma

Mercoledì 17 dicembre 2014, ore 12.00-18.00
Giovedì 18 dicembre 2014, ore 10.00-14.00
Auditorium "C. Pollini" e spazi attigui, Padova

INSTALLAZIONI
La musica in testa, audificazione per EEG e altri dispositivi
CEFFONI, per chitarra virtuale e tracking del volto
Eco-Acou-Scan, rete ecoacustica per 51 altoparlanti e 8 microfoni
A Sonic Art Book, libro d'artista sonificato e interattivo
Talk to me, digital art web installation
Pollini touchdown, audificazione remota per dispositivi informatici e diffusori ultrasonici


Giovedì 18 dicembre 2014, ore 15.00
Auditorium "C. Pollini", Padova

PRESENTAZIONI ORALI
Introduzione e report dei progetti SaMPL 2014
Festival di_stanze, cat. "piece+paper & paper" - presentazioni ordinarie
Festival di_stanze, cat. "piece+paper & paper" - flash report


Giovedì 18 dicembre 2014, ore 18.00
Auditorium "C. Pollini", Padova

PERFORMANCE
Il grifo nelle perle nere, per pianoforte e live electronics
Music for Solo Performer, per dispositivo EEG e strumenti a percussione
Vision II, per sequencer grafico IanniX ed elettronica
(BTF-3), per flauto diritto basso, Larsen tones e live electronics
Tactile Transparency, per pianoforte e attuatori autosensibili

download depliant

Tematiche

Nel corso degli ultimi anni i settori della formazione accademica musicale europei e in particolare l'Associazione Europea dei Conservatori si sono posti il problema di definire gli ambiti di contenuto, le consuetudini e le specificità metodologiche della ricerca in campo artistico-musicale.

Rispetto ai modelli anglosassoni, dove il segmento della ricerca nell'ambito musicale è sempre stato robusto, appoggiandosi alle strutture universitarie umanistiche e soprattutto tecnico-scientifiche, la riflessione più recente al livello dell'AEC ha posto il problema alquanto ambizioso riguardante la reale autonomia nel metodo, per non parlare dell'autentica definizione, di che cosa sia la ricerca nell'arte musicale oggi, specialmente quando essa si inserisce in un ambito multidisciplinare e fa uso delle tecnologie.

Tradizionalmente il problema si risolveva all'origine con il paradigma del fecondo rapporto arte-scienza secondo cui l'arte beneficia degli strumenti operativi dell'altra (principalmente) e la scienza penetra attraverso forme moderatamente estetizzanti all'interno di un più ampio contesto di divulgazione.

Con la Sound and Music Conference svoltasi a Padova nel 2011 questa impostazione è stata messa in discussione nel titolo "Creativity rethinks science" tematizzando il positivo apporto anche metodologico riflesso sulle scienze, più euristico e legato all'intuizione, da parte delle arti - specialmente negli ambiti di ricerca applicata come il design dell'interazione.

Contemporaneamente, alcune comunità di produzione artistica legate alle scienze e alle tecnologie hanno posto la questione se le scienze consentano di ripensare l'arte, cioè se questa possa implementare efficacemente le metodologie e le consuetudini di più precipui ambiti di indagine, senza stravolgere la propria missione di carattere "poietico" e le ambizioni di comunicazione a livello estetico.

La questione del metodo è stata posta nell'International Symposium on Electronic Art svoltosi a Istanbul nel 2011, dal titolo "The Madness of Methods: Emerging Arts Research Practices".

The "question of method" is often used to distinguish art and design from science and technology: where the latter are defined by reified methodological paradigms, and the former by the repudiation of such paradigms. In practice we know this to be a false opposition: artists and designers systematically engage the empirical in many ways in their creative work. (source)

È però nell'ambito dell'European Platform for Artistic Research in Music (EPARM) che la tematica viene sviscerata nel modo più ampio. La questione della "pazzia del metodo" è stata affrontata nel Meeting di Lione del 2013.

The third edition of EPARM aims to explore the rich but ambiguous territory that exists between the "madness" of artistic creation and the "method" of research. In doing so, it recognises the importance of method in most artistic creation, and of inspiration - the "Eureka" moment - in the trajectory of much research. (source, source)

Durante le sessioni di lavoro del Meeting di Stoccolma del 2014 sono state poste domande molto specifiche.

Are musicians making research in their common practice?
And how this artistic practice can be transferred into research?

Emerge la questione centrale, di chi siano finalmente gli attori di una scienza dell'arte e non solo sull'arte.

Are artistic processes research? If not, what should be added?
Does artistic research refer only to scientific models of evaluation?
How can we create a climate in which artistic experimentation can be discussed?
Who are the peers for artistic research?

Il rapporto tra arte e scienza viene visto in termini collaborativi, riprendendo peraltro l'impostazione alla base delle Conference on Interdisciplinary Musicology.

Which methodologies from other domains are of relevance for artistic research?
What is the influence of interdisciplinarity on artistic research and the result of collaborating with other sciences and methods?
[...]
Interdisciplinary collaborations in artistic practice often generate as much tension as synergy, and the artistic collaborators frequently prefer to work separately before bringing their substantially completed results together (e.g. a composer and a choreographer working on a ballet) rather than engaging in step-by-step co-creation. Is the same true for interdisciplinary collaboration in artistic research, or does the research component, and its attendant methodological rigour, change the "rules of engagement" (and might this be one way in which artistic research manifests its intrinsic interdisciplinarity)? (source)

Contributi selezionati

Francesco Bianchi*, Andrea Agostini** (*Conservatorio di Torino **Conservatorio di Cuneo)
bioslib: algoritmi genetici e vita artificiale nella composizione assistita

Negli ultimi trent'anni si è sviluppata una nuova disciplina il cui scopo, da una parte, è quello di emulare e ricostruire i processi vitali e, dall’altra, di usare tali processi per risolvere un’ampia gamma di problemi. Come spesso accade, anche questa nuova disciplina, chiamata comunemente Vita Artificiale, è stata assorbita da ambiti diversi come la biologia, l'economia e l'elettronica e, in tempi più recenti, è divenuta fonte di ispirazione per artisti visuali, compositori e sound designers. L'obiettivo del presente lavoro è quello di proporre una breve panoramica sulla Vita Artificiale e una disamina degli Algoritmi Genetici, di introdurre bioslib, una libreria di external per Max e Pure Data che implementano alcuni algoritmi di Vita Artificiale e di descrivere in dettaglio alcune applicazioni di tali algoritmi nella composizione assistita.


Vincenzo Gualtieri (Conservatorio di Avellino)
(BTF-3) per flauto, Larsen tones e live electronics

(BTF-3) è un progetto che si struttura formalmente grazie sia all'interazione fra sistemi adattivi produttori di suono sia a processi di retroazione costruttiva/distruttiva in ambito audio. Ne scaturiscono eventi ed emergenze sonore. Col sistema Kyma (Symbolic Sound Corporation) sono state formalizzate le condizioni sistemiche per creare - all'interno di un ambiente in cui è già in atto un feedback audio tra microfoni e altoparlanti - una rete d'interazioni circolari ricorsive tra un sistema d'elaborazione digitale del segnale e un sistema-strumento acustico. Vi è interazione fra interpreti e ambiente esecutivo: tutti i sistemi coinvolti sono sensibili ai propri e agli altrui stati interni ed esterni. Gli interpreti (per mezzo degli strumenti acustici ed elettro-acustici di cui dispongono) e l'ambiente, raccolgono set d'informazioni digitali e analogiche e in parte reagiscono secondo le proprie proprietà acustiche, in parte (gli interpreti) propongono organizzazioni e percorsi sonori originali. Ognuno di essi partecipa perciò secondo le specifiche proprietà sistemiche: da quelle acustiche ai peculiari attributi quantitativi e qualitativi.


Marco Marinoni (Conservatorio di Como)
The hypersampler based on features extraction: a bridge between player and instrument paradigms

The presentation concerns the hypersampler implemented for my piece Il grifo nelle perle nere for piano and hyper-sampler, composed in 2008 and premiered during the 54th Venice Biennale's International Festival of Contemporary Music, in the framework of XVII CIM - Colloquium on Music Informatics. The hypersampler involves a real-time synthesis engine based on processes of feature extraction as an alternative to hyperinstruments' physical control paradigm. Features are derived from the performance of a musician on an acoustic instrument - a piano - and are used as a control for the mapping between the instantaneous power spectrum of the acoustic instrument's sound and real-time synthesis engine's parameters.


Julian Scordato (Universitat de Barcelona)
Vision II: an audio-video performance with IanniX

Vision II (2012) is the result of a process started from the listening and recording of the Venetian soundscape, which led to an audio-video performance through the use of some of the latest sound and music computing resources and technologies. Among these is IanniX, a free open-source graphical sequencer. IanniX is a multimedia platform for image and sound processing based on Iannis Xenakis' works, ideated by Thierry Coduys, Adrien Lefevre and Gerard Pape and currently developed by Guillaume Jacquemin.


Anna Troisi*, Antonino Chiaramonte**, Jenna P-S. Ng***, Stacey Gregg (*Bournemouth University **Conservatorio di Frosinone *** University of York)
A digital art web installation as augmentation of a theatrical play: a case study

"Talk to me" is a digital art web installation that serves to augment the story world of Override, a theatrical production by Stacey Gregg, commissioned by Watford Palace Theatre (London) for the “Ideal World season”. "Talk to me" intends to spark discussion and raise public awareness of the issues involved in digital media use - particularly the ways people configure their sense of selves and their social relations through digital media. The goal of the project is to establish a network of creative exchange between new digital research and its potential for drama in the interface between research and the creative arts, particularly theatre, and in addressing the issue of science and society. Subsequently, we have developed an online interactive multimedia installation which will function as a trans-medial extension of the play's themes on human augmentation and post-humanism.


Luca De Siena
La messa elettroacustica. Sull'utilizzo dell'Ordinarium Missae in alcune composizioni elettroacustiche

Esiste un corpus di opere elettroacustiche che presenta nel titolo il termine Messa (o Requiem); molte sono costruite secondo la tradizionale successione di brani dell'Ordinarium Missae. Fino ad oggi, la musicologia non ha rivolto le sue attenzioni a queste composizioni che sono state invece il fulcro di interessanti sperimentazioni. Un'indagine sistematica ha portato alla luce un corpus considerevole. Lo studio si è poi incentrato particolarmente su 4 Messe che utilizzano il testo e la suddivisione tradizionale dell'Ordinarium dato che, per le loro omogenee caratteristiche, si prestano maggiormente ad una analisi comparativa mirata a cogliere convergenze e divergenze, nonché possibili riferimenti a scritture tradizionali della Messa. L'analisi ha utilizzato diversi parametri, tra i quali le tipologie d'articolazione vocale e i contenuti extramusicali utilizzati. Il trattamento elettroacustico dei principi della vocalità e della spazialità risultata un tratto distintivo di tali lavori. Importanti supporti alla ricerca sono state le interviste ai compositori che hanno permesso di definire numerosi aspetti: il perché della scelta compositiva; il rapporto del compositore con la scrittura dell'opera; i legami con la musica del passato; la committenza religiosa; l'eventuale - e non ovvio, come ci si aspetterebbe - utilizzo liturgico delle composizioni; gli elementi in comune tra questi lavori.


Alessandro Laraspata
Per uno stile dello spazio nella composizione musicale

Nella composizione di musica acusmatica o mista, la necessità di controllo ad alto livello per la criptica dimensione dello spazio costituisce un aspetto cruciale per un compositore che aspiri ad una piena consapevolezza dei propri processi compositivi. Tale esigenza troverebbe compimento con lo sviluppo adeguato di un sistema di scrittura, il quale avvierebbe anche una produzione di un pensiero più complesso. Costruito su un’ispirazione procurata dall'organismo primitivo della melodia, questo studio elabora e fornisce un tipo di notazione spaziale che affonda le sue radici nella pratica e nel vissuto della musica, nel tentativo di fornire uno strumento adatto per ricostruire lo stile dello spazio nella composizione musicale.


Anna Terzaroli (Conservatorio di Roma)
Forte e Drobish: un'ipotesi di confronto-incontro

Il paper presenta un'ipotesi di confronto-incontro tra gli studi di Allen Forte e quelli di M. W. Drobish, ovvero tra la teoria dell'analisi insiemistica e l'assunto del modello a elica. Il confronto-incontro risolve in un ampliamento del concetto di insieme o pitch-class set, in modo che questo possa esprimere informazioni ulteriori riguardanti le altezze in esame. Ciò che ne risulta è la costruzione di uno strumento utile, sia nell'attività compositiva, che in quella analitica. In conclusione, viene fornito un esempio dell'impiego dello strumento suddetto, tramite l'applicazione dello stesso nell'analisi di alcuni estratti del brano Nunc di Goffredo Petrassi.

Installazioni

Sebestiano Aleo, Marco Brino, Gianluca Dalla Rosa, Francesco Roberto Dani
La musica in testa
audificazione per dispositivo EEG, microcontrollori, computer, motori DC e percussioni

L'idea di poter monitorare auditivamente l'elettroencefalogramma risale quasi alle sue prime applicazioni nello studio dei disturbi del sonno e dell'epilessia. Sebbene i componenti principali delle onde EEG abbiano frequenze molto basse per una trasduzione diretta mediante gli altoparlanti, l'accoppiamento meccanico con gli strumenti che ne tracciavano il diagramma permetteva già un'immediata e sintetica informazione acustica (la percezione auditiva costituisce una delle primarie risorse nella storia della medicina). La trasposizione diretta delle onde EEG è denominato tecnicamente audificazione, un concetto abbastanza ampio che abbraccia sia l'accoppiamento meccanico sia l'accelerazione dei segnali al fine di rendere le onde compatibili con il sistema auditivo, sia l'estrazione di alcune caratteristiche delle onde e la loro restituzione come parametro di una sintesi sonora. Il termine sonificazione estende quest'ultimo concetto, estraendo con procedure di statistica multivariata informazioni tali da caratterizzare mediante il display sonoro gli stati psicofisici ed emotivi. L'installazione propone una sostanziale rielaborazione di un modello artistico, la performance di Alvin Lucier intitolata "Music for Solo Performer" (1965), utilizzando una console di gioco dotata di 14 elettrodi, microcontrollori, motori in corrente continua e strumenti a percussione.


Sebastiano Aleo, Marco Brino, Gianluca Dalla Rosa, Francesco Roberto Dani, Matteo Polato, Daniele Pozzi
CEFFONI
per chitarra virtuale e tracking del volto

CEFFONI, ovvero "Con Elementi Fortemente Frustrati Otteniamo Nuove Informazioni", unisce con un approccio artistico e creativo due campi di ricerca afferenti a settori relativamente lontani, il rilevamento dei tratti facciali ai fini dell'analisi ed estrazione di dati emotivi e comportamentali, e la sintesi sonora per guida d'onda. In realtà questo metodo di sintesi, che si basa sulla modellizzazione dello strumento che produce il suono piuttosto che su quella del fenomeno sonoro in sé, introduce alla problematica del design dell'interazione uomo-macchina e alla creazione di nuove interfacce di controllo globale e complesso della molteplicità di parametri che vengono amministrati nella realtà. Il controllo dei parametri, con differenziali e soglie ai limiti della percezione, rende necessaria la formulazione di nuovi paradigmi di interazione oltre a quello della cattura del gesto, ad esempio l'interazione facciale. Il progetto CEFFONI implementa tre livelli di controllo: al livello più alto, metodi di statistica consentono di individuare specifiche espressioni del volto, usate per settare globalmente ambiti e soglie della sintesi sonora; al livello intermedio, "cocktail" di tratti facciali permettono di controllare in modo complesso gruppi di parametri; al livello inferiore, i singoli dati del tracking facciale determinano singole variazioni parametriche nella sintesi.


Mattia Bernardi, Fabrizio Bruno, Nicola Bruttomesso, Pablo Gastaldello, Filippo Lorenzo Mocellin, Maria Sensolo, Gianluca Spagnolo
Eco-Acou-Scan
rete ecoacustica per 51 altoparlanti e 8 microfoni

Segnali sonori vengono diffusi ciclicamente e in turnazione da una rete di altoparlanti, in modo da scansire localmente lo spazio acustico. La risposta viene catturata dai microfoni e analizzata, producendo dati che istruiscono l'algoritmo di generazione dei suoni in merito alla caratterizzazione da applicare ai suoni stessi. Il feedback di informazione acustica è prodotto con l'intermediazione dell'elaboratore, che permette di modellizzare il sistema e usarlo potenzialmente come uno strumento di composizione musicale. La presenza delle persone e i suoni accidentalmente prodotti aggiungono un livello di complessità tipizzando l'installazione in maniera ecologica e interattiva.


Giorgio Klauer, Annalisa Metus
A Sonic Art Book
libro d'artista sonificato e interattivo

Il progetto A Sonic Art Book (n.1, Little Red Riding Hood) è centrato sulla narrazione di fiabe evitando il mezzo della scrittura, alla ricerca di modalità alternative di comunicazione e tuttavia coerenti con la consistenza oggettiva del libro. La tradizione del libro d'artista ha fornito uno dei modelli di sviluppo del progetto, a fianco alla musica elettroacustica e il design dell'interazione sonora. Scopo del progetto è una user experience che ispiri lo stupore: ciò viene realizzato costruendo grandi oggetti tridimensionali che sorgono dalla pagina nel momento dell'apertura del libro; quano il libro è aperto la sensazione è aumentata dal suono che emerge dalla pagina e si muove al di sopra dell'oggetto in risposta ai gesti e ai movimenti del fruitore. La struttura e i contenuti dell'interazione non sono triviali, implicando una fruizione che dura ragionevolmente nel tempo, al pari della lettura. Ad ogni apertura del libro si determina una diversa caratterizzazione della scena, come se la storia fosse raccontata in altre parole, con varianti e variazioni che mettono in luce differenti dettagli.


Anna Troisi, Antonino Chiaramonte, Jenna P-S. Ng, Stacey Gregg
Talk to me
digital art web installation

"Talk to me" è una installazione d'arte digitale per il World Wide Web creata per estendere la dimensione narrativa di "Override", una produzione teatrale di Stacey Gregg commissionata dal Watford Palace Theatre di Londra per la "Ideal World season". "Talk to me" intende stimolare il dibattito e sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi inerenti l'uso dei media digitali e in particolare il modo in cui le persone creano la percezione di sé e le proprie relazioni sociali. L'obiettivo del progetto è creare una rete di scambio creativo tra la nuova ricerca digitale e il pubblico nell'interfacciare ricerca e arte, in particolare il teatro, e nell'affrontare le questioni poste da scienza e società. A tal fine è stata sviluppata una installazione multimediale interattiva online che agisce da estensione transmediale dei temi di quelle pièce teatrali sull'umanità aumentata e il postumanesimo.


Mattia Bernardi, Pablo Gastaldello, Filippo Lorenzo Mocellin, Matteo Polato
Pollini touchdown
audificazione remota per dispositivi informatici e diffusori ultrasonici

Due sonde hanno toccato il suolo del Conservatorio e hanno avviato il task di esplorazione del suo contenuto acustico. Mentre gli ambienti dell'istituto vengono scandagliati le sonde inviano i dati ai recettori collocati nell'auditorium, che li elaborano e traducono in ulteriori morfologie sonore, sparse nell'ambiente mediante diffusori ultrasonici. Il progetto è volto a esplicitare il potenziale strutturale e comunicativo dei suoni ambientali depauperandoli della fisica e forma originarie.

Performance

Marco Marinoni
Il grifo nelle perle nere (2008/2014)
per pianoforte e live electronics

Il grifo nelle perle nere è un brano per pianoforte e hypersampler. L'hypersampler implementa algoritmi di sintesi sonora in tempo reale basati su processi di estrazione di descrittori dall'audio. I descrittori sono derivati dall'esecuzione di un interprete tradizionale su uno strumento acustico e sono utilizzati per controllare il mapping dello spettro istantaneo del suono strumentale sui parametri dell'algoritmo di sintesi in tempo reale.


Alvin Lucier
Music for Solo Performer (1965)
per dispositivo EEG e strumenti a percussione

Durante il suo incarico presso la Brandeis University, Lucier conobbe il fisico Edmund Dewan mentre conduceva uno studio sperimentale per mezzo dell'elettroencefalografia. Questi aveva espresso il desiderio di applicare l'EEG alla musica: fu così che Lucier poté svolgere una ricerca artistica nell'ambito della Brandeis con la strumentazione fornita da Dewan, affiancandola con dei preamplificatori e un filtro passa-banda atto a isolare le cosiddette onde alfa. Lucier stabilì di amplificare le onde a sufficienza per trasdurle con altoparlanti meccanicamente accoppiati a un insieme di strumenti a percussione. Durante le fasi di studio potè constatare le condizioni necessarie a sviluppare le onde alfa e a controllarle sufficientemente al fine di presentare il lavoro in forma di performance dal vivo, connotandola come teatralizzazione scientifica anche grazie all'intervento di un assistente.


Julian Scordato
Vision II (2012)
per sequencer grafico IanniX ed elettronica

Vision II unisce alcuni elementi - tra i quali due partiture grafiche di Robert Moran e il paesaggio sonoro della città di Venezia - che si sono ritrovati insieme accidentalmente nel percorso, come oggetti dell'elaborazione, del sogno e della visione. Non si tratta di visione del mondo (ovvero la cosmologia del positivo e del negativo) ma del contrappunto fra sembianza e anatomia dell'immagine, nella sua qualità acustica. La parte visuale coinvolge l'aspetto progettuale: essa genera e controlla il suono dal vivo, integrando la particolarità dell'istante e del contingente.


Vincenco Gualtieri
(BTF-3) (2014)
per flauto diritto basso, Larsen tones e live electronics

(BTF-3) è il frutto dell’interazione fra sistemi adattivi produttori di suono e dei processi di retroazione costruttiva/distruttiva del fenomeno sonoro. Col sistema Kyma sono formalizzate le condizioni sistemiche per creare, all’interno di un ambiente in cui è già in atto un feedback audio, una rete d’interazioni circolari ricorsive tra un sistema di elaborazione digitale del segnale e uno strumento acustico. Tutti i sistemi coinvolti sono sensibili ai propri e agli altrui stati interni ed esterni. Ognuno di essi partecipa secondo le specifiche proprietà sistemiche: da quelle acustiche ai peculiari attributi quantitativi e qualitativi.


Giorgio Klauer
Tactile Transparency (2014)
per pianoforte e attuatori autosensibili, improvvisazione

La tecnologia degli attuatori autosensibili trasforma il pianoforte in un elemento di snodo di una rete elettroacustica e informatica. Il principio dell'autosensitività è implementato mediante trasduttori/shaker dinamici per rilevare la componente vibrazionale che scaturisce da quella da loro stessi impressa nel corpo cui vengono messi a contatto. I dispositivi eccitatori fungono contemporaneamente da sensori nello stesso preciso momento e punto del contatto: l'analogia con il senso del tatto è evidente e in effetti è possibile considerarli un'interfaccia per l'espressione musicale sia nell'utilizzo manuale che remoto. In questo specifico progetto gli attuatori sfumano e delocalizzano il rapporto causa-effetto implicito nella produzione sonora e per estensione l'agente - cioè l'interprete - col risultato di sospendere la segregazione di ruoli e supporti caratteristica delle musiche miste.